lunedì 2 novembre 2026
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Manovra: nuove regole per gli stipendi dei magistrati dal 2027

La legge di bilancio modifica i calcoli per gli aumenti di stipendio delle toghe e degli avvocati dello Stato, limitando le retribuzioni future a partire dal 2027.

Il governo ha inserito nella manovra di bilancio una misura per contenere i futuri incrementi retributivi dei magistrati ordinari e dei pubblici ministeri. Il provvedimento modifica le modalità con cui vengono aggiornati periodicamente i compensi, estendendo le medesime disposizioni anche agli avvocati dello Stato. La decisione nasce con l'intento esplicito di annullare le conseguenze pratiche di una pronuncia del Consiglio di Stato, la quale aveva fissato regole diverse per l'aggiornamento delle buste paga del settore giudiziario.

Secondo la ricostruzione fornita da Repubblica Economia, questa specifica disciplina è collocata all'interno dell'articolo 67 del testo della legge di bilancio. Il testo legislativo ridefinisce i parametri tecnici utilizzati per rivalutare le retribuzioni: dal conteggio complessivo verranno infatti scorporate le somme relative agli arretrati e si applicherà il criterio della media ponderata per quantificare le variazioni future. L'obiettivo dichiarato dell'esecutivo consiste nell'imporre un freno all'espansione automatica della spesa pubblica destinata a queste specifiche categorie professionali.

«L'obiettivo dichiarato dell'esecutivo consiste nell'imporre un freno all'espansione automatica della spesa pubblica destinata a queste specifiche categorie professionali.»

Le modifiche non avranno un impatto immediato sulle buste paga degli operatori della giustizia, poiché l'applicazione dei criteri inediti diventerà operativa soltanto a decorrere dall'anno 2027. Fino a quella data resteranno quindi valide le consuete dinamiche retributive, mentre la nuova disciplina inciderà esclusivamente sugli adeguamenti successivi. Resta aperto il capitolo delle somme arretrate già maturate negli anni precedenti in virtù del quadro normativo e giurisprudenziale antecedente alle correzioni introdotte dalla manovra.

In merito agli obblighi finanziari pregressi, secondo quanto riportato dal Corriere Economia lo stanziamento destinato a saldare gli adeguamenti del passato ammonta a una cifra vicina a un miliardo di euro. L'intervento statale traccia così una separazione netta tra i crediti pregressi scaturiti dalle passate sentenze e le regole di calcolo che regoleranno l'evoluzione delle buste paga negli anni a venire.

Cosa non è ancora chiaro. Non sono noti ulteriori dettagli applicativi sul percorso parlamentare della norma né sulle reazioni formali delle categorie coinvolte.

Notizia a cura della redazione di NOVA, dalla fonte: Il Fatto Quotidiano, ANSA, Open, Repubblica, Corriere. I fatti sono controllati sul testo originale. Come lavoriamo.

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