Israele, confermati i risultati elettorali mentre partono le manovre politiche
La Commissione elettorale israeliana convalida il voto. Netanyahu ottiene 53 seggi contro i 48 dell'opposizione di Eisenkot, mentre si aprono i confronti sui possibili governi.
La Commissione elettorale di Israele ha confermato la piena regolarità e la validità delle recenti consultazioni politiche. Secondo l'organismo istituzionale, gli elementi di sospetto emersi durante le procedure non hanno in alcun modo alterato l'esito complessivo delle urne. Sul fronte delle possibili anomalie esterne, il giudice Solberg ha diffuso un videomessaggio incentrato su presunte ingerenze straniere durante la tornata elettorale, secondo quanto riportato da ANSA Mondo.
La distribuzione delle preferenze definisce un quadro politico frammentato all'interno del Parlamento. Lo schieramento che sostiene Benjamin Netanyahu ha ottenuto 53 seggi complessivi, mentre il blocco di opposizione guidato da Gadi Eisenkot ne ha raccolti 48. In questo contesto di ridefinizione degli equilibri interni, sul piano delle relazioni estere, secondo quanto riferito dal Corriere Esteri, Netanyahu ha avuto una conversazione con Donald Trump focalizzata sulla gestione del dossier iraniano.
«Il presidente Isaac Herzog aprirà le consultazioni ufficiali nella giornata di mercoledì, una volta comunicati in modo definitivo tutti i dati del voto.»
L'avvio formale della procedura per l'incarico esecutivo è imminente. Il presidente Isaac Herzog aprirà le consultazioni ufficiali nella giornata di mercoledì, una volta comunicati in modo definitivo tutti i dati del voto. Nel frattempo, le formazioni arabe rappresentate da Lista Unita e Ra'am intendono suggerire formalmente il nome di Eisenkot al capo dello Stato per l'assegnazione del mandato di premier.
Parallelamente alle indicazioni per la presidenza, Eisenkot sta elaborando un progetto per formare un esecutivo basato sull'astensione sia dei gruppi arabi sia dei partiti ultraortodossi. Riguardo a tale percorso, secondo Repubblica Esteri, il leader dell'opposizione ha fissato quattro requisiti per stringere un patto con le componenti arabe, inserendo tra questi la netta condanna dei militanti di Hamas.
Sul piano delle riforme istituzionali, secondo quanto reso noto da Repubblica Esteri, i partiti contrari alla maggioranza uscente stanno esaminando una revisione della normativa sul voto. Le modifiche ipotizzate prevedono l'adozione dell'elezione diretta per la carica di capo dell'esecutivo e l'introduzione di un limite invalicabile di due mandati consecutivi per la guida del governo.
Cosa non è ancora chiaro. Non sono ancora noti i dettagli precisi del colloquio tra Netanyahu e Trump sull'Iran, né le posizioni definitive che i partiti ultraortodossi assumeranno rispetto alla proposta di Eisenkot.
Notizia a cura della redazione di NOVA, dalla fonte: Corriere, Repubblica, Open, ANSA. I fatti sono controllati sul testo originale. Come lavoriamo.
Fonti
- La Commissione elettorale annuncia i risultati finali delle elezioni in Israele Corriere Esteri
- Washington vuole salvare Netanyahu. In Israele ipotesi grande coalizione Rep. Esteri
- Israele, Eisenkot davanti al bivio: governare con i voti arabi o salvare Netanyahu – L’analisi Open Online
- Herzog, 'mercoledì i dati ufficiali del voto, poi al via le consultazioni' ANSA
