Caso Fakir: le scuse dell'agente coinvolto
Un agente coinvolto nel fermo di polizia che ha portato al decesso di Abderrahim Fakir ha presentato le proprie scuse alla famiglia e al corpo di polizia per le espressioni utilizzate durante l'intervento.
Il decesso di Abderrahim Fakir è avvenuto lo scorso luglio nel quartiere Pilastro di Bologna, durante un'operazione di polizia. Le espressioni pronunciate dagli agenti durante il fermo sono state riportate all'interno della perizia autoptica disposta dalla Procura.
Tra le frasi documentate figurano le espressioni 'Se schiatta ci divertiamo' e 'Muori va', pronunciata davanti al corpo esanime. L'agente coinvolto ha formalizzato le proprie scuse alla famiglia di Fakir e all'istituzione di appartenenza. Secondo quanto riportato da Il Fatto, la comunicazione è avvenuta tramite il legale Gabriele Bordoni.
Cosa non è ancora chiaro. Non sono ancora chiari gli esiti legali della nuova denuncia presentata dalla famiglia, né la dinamica precisa delle cause del decesso, su cui esistono valutazioni discordanti tra i consulenti della Procura e quelli di parte.
Notizia a cura della redazione di NOVA, dalla fonte: ANSA, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Corriere. I fatti sono controllati sul testo originale. Come lavoriamo.
Fonti
- Le frasi shock degli agenti mentre Fakir era a terra: 'È schiattato', 'che me ne frega' ANSA Cronaca
- Fakir, nuova denuncia contro gli agenti dopo le frasi shock riportate nella perizia Rep. Cronaca
- Caso Fakir, il poliziotto che ha detto “se schiatta ci divertiamo” si scusa con la famiglia della vittima: “Frutto di stanchezza ed emozione” Il Fatto
- Il fermo e la morte di Fakir nel video della bodycam. Le frasi choc dell'agente: «Muori, va» Corriere
