<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><?xml-stylesheet type="text/xsl" href="/assets/feed.xslt"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title>NOVA · Tecnologia</title><link>https://novacentral.it/</link><description>Network Of Valuable Answers</description><language>it</language><lastBuildDate>Sun, 01 Nov 2026 19:43:59 +0100</lastBuildDate><item><title>Attacco a Binance: per l&#039;fbi la responsabilità è della Corea del Nord</title><link>https://novacentral.it/articolo/attacco-a-binance-per-l-fbi-la-responsabilita-e-della-corea-del-nord-n3945</link><guid isPermaLink="true">https://novacentral.it/articolo/attacco-a-binance-per-l-fbi-la-responsabilita-e-della-corea-del-nord-n3945</guid><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 08:08:03 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione NOVA</dc:creator><category>Tecnologia e Digitale</category><description>L&#039;Fbi accusa la Corea del Nord per l&#039;attacco hacker a Binance. Secondo le prime ricostruzioni sarebbero coinvolti il gruppo TraderTraitor e fondi bloccati.</description><content:encoded><![CDATA[<p>L&#039;Fbi ha formalmente accusato la Corea del Nord di essere la responsabile dell&#039;attacco informatico sferrato contro la piattaforma di scambio di criptovalute Binance. L&#039;agenzia investigativa federale statunitense ha ricondotto le azioni malevole direttamente alle autorità di Pyongyang, aprendo così un nuovo fronte di tensione internazionale sul tema della sicurezza informatica.</p><p>I dettagli sulle modalità dell&#039;incursione digitale e sui responsabili materiali cominciano a emergere attraverso i primi resoconti investigativi. In particolare, secondo quanto riportato da Open Online, dietro l&#039;operazione condotta contro la nota piattaforma crittografica ci sarebbe il gruppo hacker noto con il nome di TraderTraitor, una formazione da tempo sotto osservazione.</p><p>La portata finanziaria dell&#039;attacco ha portato a un intervento tempestivo sulle risorse sottratte. Sempre secondo le informazioni diffuse da Open Online, sono stati bloccati 3 miliardi di dollari appartenenti al bottino generato durante l&#039;incursione informatica, una misura che ha consentito di fermare una parte consistente del capitale trafugato.</p><p>I movimenti successivi delle somme sottratte restano al centro del monitoraggio da parte degli analisti di sicurezza. Secondo quanto scrive Corriere Tech, l&#039;agenzia degli Stati Uniti prevede infatti che seguiranno ulteriori operazioni di riciclaggio degli asset per occultare definitivamente la provenienza delle risorse.</p><p>Cosa non è ancora chiaro. Non sono noti ulteriori dettagli tecnici sulle modalità con cui è avvenuta l&#039;intrusione né la cifra complessiva totale sottratta nel corso dell&#039;operazione.</p>]]></content:encoded></item><item><title>Il cuore di silicio: la storia dell&#039;intel 4004</title><link>https://novacentral.it/articolo/il-cuore-di-silicio-la-storia-dell-intel-4004-24</link><guid isPermaLink="true">https://novacentral.it/articolo/il-cuore-di-silicio-la-storia-dell-intel-4004-24</guid><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 07:46:15 +0100</pubDate><dc:creator>Redazione NOVA</dc:creator><category>Invenzioni e Scoperte</category><description>Come è nata l&#039;idea del primo microprocessore della storia e perché il progetto originale era destinato a un dispositivo molto più semplice di un computer?</description><content:encoded><![CDATA[<p>Il 15 novembre 1971, il mondo dell&#039;informatica cambiava silenziosamente con l&#039;arrivo sul mercato dell&#039;Intel 4004. A prima vista, si presentava come un piccolo componente elettronico, ma racchiudeva in sé una complessità senza precedenti per l&#039;epoca. All&#039;interno di quel minuscolo pezzo di silicio, infatti, erano stati integrati circa 2.300 transistor. Questo numero, oggi irrisorio se confrontato con i miliardi di transistor dei processori moderni, rappresentava allora una vera sfida ingegneristica. Ma come si è arrivati a concentrare così tanta potenza in uno spazio così ristretto, e quale obiettivo concreto doveva raggiungere questo dispositivo?</p><p>La risposta non risiede nella visione di un supercomputer, ma in un oggetto oggi considerato banale: una calcolatrice. Il progetto del 4004 nacque infatti per rispondere alle specifiche esigenze della Busicom, un&#039;azienda che aveva commissionato un chip per il suo modello 141-PF. L&#039;obiettivo era creare un sistema di calcolo efficiente e compatto, capace di gestire le operazioni matematiche richieste dall&#039;utente. Invece di progettare circuiti dedicati per ogni singola funzione, il team decise di creare un&#039;unità di elaborazione programmabile. Questa scelta segnò il passaggio fondamentale dall&#039;hardware rigido a quello flessibile, aprendo una strada nuova per l&#039;elettronica.</p><p>Il team responsabile di questa impresa era composto da Federico Faggin, Ted Hoff e Stanley Mazor. Lavorando in sinergia, questi professionisti dovettero affrontare il limite fisico della miniaturizzazione, cercando di far convivere migliaia di transistor su una superficie estremamente ridotta. Non si trattava solo di un esercizio teorico, ma di un lavoro pratico di ottimizzazione che richiedeva precisione assoluta. La capacità di integrare queste componenti non era scontata, poiché ogni transistor aggiungeva calore e possibilità di errore nel processo di fabbricazione. Come riuscirono, quindi, a trasformare un&#039;idea astratta in un prodotto commerciale vendibile a 60 dollari?</p><p>Il successo del 4004 non fu immediato, ma il suo impatto economico e tecnologico fu profondo. Con un prezzo di lancio fissato a 60 dollari, il chip divenne accessibile a un mercato che stava iniziando a comprendere il valore dei microcomponenti. La sua architettura permise di semplificare drasticamente la progettazione di sistemi elettronici, rendendo superflui i complessi cablaggi manuali richiesti dai modelli precedenti. Questa innovazione non solo salvò il progetto Busicom, ma gettò le basi per l&#039;intera industria dei microprocessori. Si trattava di un punto di svolta che avrebbe portato, negli anni successivi, alla nascita dei personal computer.</p><p>Oggi, mentre utilizziamo smartphone e computer sempre più potenti, è naturale chiedersi cosa resti di quel lontano 1971. La risposta è semplice: tutto. L&#039;Intel 4004 non è solo un reperto da museo, ma il progenitore diretto di ogni chip che oggi gestisce le nostre vite, dal frigorifero intelligente alla console di gioco. Comprendere la sua genesi significa capire come un&#039;esigenza specifica, nata per una semplice calcolatrice, abbia innescato una rivoluzione globale. La storia di questo processore ci ricorda che le innovazioni più durature spesso nascono dalla necessità di risolvere un problema concreto, trasformando un limite tecnico in un&#039;opportunità per il futuro.</p>]]></content:encoded><media:content url="https://novacentral.it/novahub/uploads/media/d6d0c633a8daf6ccaca40cc6.jpg?v=2" medium="image"/></item></channel></rss>